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Scibus: concetti fondamentali DTP (danke Ale)
From the Scribus Documentation Project

 

Le metafore del Desktop Publishing
Numerosi programmi informatici sono la versione digitale di strumenti che si possono trovare nel mondo reale. Per esempio, un programma di elaborazione di testi è la metafora digitale di una macchina da scrivere e i programmi di presentazione sono una metafora del modo in cui venivano usati i lucidi e i retroproiettori.
Anche se la tecnologia informatica offre a volte delle soluzioni innovative, è conveniente sviluppare delle interfacce utente che riprendano termini e strutture già famigliari. L’uso dei tabulatori ne è un buon esempio: con una macchina da scrivere, il miglior modo per creare una tabella era di usare i tabulatori. Questi non sono mai spariti, anche se ormai tutti i programmi di elaboratozione testi permettono di creare delle vere tabelle.
Nel campo del Desktop Publishing le metafore sono ancora più frequenti rispetto ad altri campi dell’informatica.


L’impaginazione
La metafora più evidente nell’impaginazione è la pagina stessa. Siccome un file testo generato da un computer potrebbe non venir mai stampato, negli editori di testo non esiste in concetto di pagina. I file generati dai programmi di elaborazione testi, essendo invece destinati alla stampa, il programma crea automaticamente la pagina iniziale, aggiungendone di nuove secondo necessità: c’è un’analogia evidente con l’inserimento di nuovi fogli in una macchina da scrivere. L’idea è che il numero di pagine aumenta (lunghezza, formattazione) in modo da contenere tutto il testo.
In un programma di Desktop Publishing, ogni pagina esiste in modo indipendente e – ispirandosi al lavoro del layout designer – è l’equivalente elettronico del foglio bianco sul tavolo.
Certo, si può pianificare un progetto su svariate pagine, ma ogni pagina viene concepita individualmente.
Di regola, il contenuto viene posizionato seguendo un’idea ben precisa: anche se alcuni elementi si ripetono su ogni pagina, in genere, ben poco può essere inserito automaticamente.
Per completare la metafora della tavola digitale, intorno alla pagina c’è uno spazio appunti in cui è possibile trascinare degli elementi e depositarli al di fuori della pagina. Essi restano a disposizione e potranno essere riutilizzati in futuro: esattamente come si fa con i ritagli su un foglio di carta.

Le cornici
Per posizionare del contenuto su una pagina, i programmi di Desktop Publishing come Scribus utilizzano la versione digitale di un vecchio concetto. In passato, i tipografi usavano un utensile chiamato forma tipografica (composing stick) con cui creavano un testo assemblando i caratteri mobili. Le forme tipografiche non erano altro che delle cornici metalliche: ecco spiegato perché nei programmi di Desktop Publishing il contenuto viene inserito in cornici.
Nella loro versione informatica, le cornici possono anche contenere delle immagini. In confronto all’impaginazione tradizionale, i programmi di DTP offrono delle opzioni estremamente sofisticate per manipolare le cornici e il loro contenuto: come vedremo in seguito, cìò permette di dare libero sfogo alla creatività. Le cornici possono venir inserite, ridimensionate, spostate e si può persino modificarne il contenuto.
A poco a poco, vengono a galla le caratteristiche che differenziano i programmi di DTP dai programmi di elaborazioni testi e da quelli di manipolazione immagini.

Ordine e livelli
Su un foglio di carta, le immagini e i testi vengono aggiunti sequenzialmente e, quando più oggetti si sovrappongono, anche solo parzialmente, essi hanno un ordine d’impilamento (stacking order). Scribus riproduce l’impilamento del mondo reale, attraverso le metafore dell’ordine e dei livelli. Alla stregua dell’uso di pellicole con trasparenze, Scribus permette di attribuire diversi gradi di trasparenza agli oggetti e – come per le pellicole – anche con Scribus solo le parti opache ricoprono gli elementi sottostanti. Nei programmi di DTP e di disegno l’ordine e i livelli permettono di sovrapporre gli elementi in modo molto flessibile.
Gli elementi vengono ordinati uno sopra all’altro, man mano che vengono aggiunti al documento. L’ulimo oggetto inserito è dunque sempre in cima a tutti gli altri. Rispetto all’impaginazione tradizionale, uno dei vantaggi principali del Desktop Publishing è che l’ordine può essere facilmente modificato.
Per Scribus un livello è un insieme di oggetti ordinati che può venir spostato simultaneamente sopra o sotto ad altri livelli. Utilizzando i livelli è anche possibile dividere un progetto in insiemi di oggetti, per esempio per generare un insieme di PDF con diverse versioni di un documento, selezionando quali livelli sono visibili e quali invisibili, quali verranno stampati e quali no.

Concetti di base
In Scribus, la maggior parte delle operazioni sono definite in modo tale da poter essere applicate in modo simile a quasi tutti gli elementi della pagina e, a volte, persino alla pagina stessa. Di seguito vengono presentati i concetti su cui sono fondate queste operazioni.

Il menu contestuale
Se conoscete OpenOffice.org/StarOffice, probabilmente sapete anche che spesso un clic destro facilita l’accesso alle opzioni relative ad un contenuto specifico. La lista di operazioni pertinenti nel menu contestuale, permette di eseguirle senza dover navigare con il mouse fra i menu. Rispetto ad altri programmi, Scribus fa un uso intenso dei Menu contestuali.

La palette “proprietà”
La palette “proprietà” è una sorta di “centro di comando” di Scribus. Tramite questo dialogo è possibile modificare quasi ogni aspetto dell’elemento selezionato. La palette viene “aperta” tramite il comando Finestre > Proprietà o utilizzando il tasto F2.
La palette “proprietà” è essenziale per poter lavorare efficacemente con Scribus.

Gli stili
Gli stili sono una struttura che permette di accelerare notevolmente il flusso del lavoro: ogni utilizzatore di Scribus deve imparare ad utilizzarli. Malgrado che gli stili siano presenti anche nei programmi di trattamento di testo quali Word o OpenOffice.org/StarOffice, essi vengono usati raramente. Uno stile è un insieme di caratteristiche al quale viene attribuito un nome (in inglese vengono spesso chiamati “Named Styles”) e che può venir applicato ad ogni oggetto appropriato. Scribus 1.3.3.x offre due o tre tipi di stili, a seconda del punto di vista: gli stili paragrafo e gli stili linea sono degli stili in senso stretto. Ma anche i colori possono venir considerati tali: cambiando le caratteristiche del colore (valore, modello di colore), queste sono applicate ad ogni elemento che lo utilizza.

La configurazione
I programmi di DTP devono essere configurabili fino nei minimi dettagli e Scribus non fa eccezione: a dire il vero, Scribus è probabilmente uno dei programmi di DTP più configurabili. Se per i principianti ciò può essere fonte di confusione, gli utilizzatori più esperti apprezzano la possibilità di adattare il programmi ai loro bisogni specifici. Dunque, anche per i principianti, è consigliabile dare un’occhiata alle preferenze e impostazioni del documento.

I tasti di scelta rapida
Gli utilizzatori di programmi simili a Photoshop e i programmatori che usano vi(m) o Emacs hanno un’esperienza in comune: l’uso della tastiera permette di lavorare più rapidamente che usando il mouse e potrebbe risultare meno dannoso per la salute.
È per questa ragione che Scribus permette di attribuire alla maggior parte dei comandi un tasto di scelta rapida. La scelta dei tasti è liberamente configurabile, in modo che l’utilizzatore possa adattarli ai suoi bisogni. Una certa cautela è però d’obbligo per evitare dei conflitti fra le combinazioni scelte e quelle già definite dal vostro sistema o “desktop environment”.

Formati liberi per i file
Scribus è un programma Open Source: ciò significa che il codice sorgente è “aperto”. In realtà, non è solo il codice sorgente che è aperto, ma anche il formato dei file. Il formato dei file di Scribus 1.3.3.x è basato su XML: è dunque possibile aprire i file *.sla con un editore di testi e persino modificarli.
Oltre ad utilizzare esso stesso un formato aperto per i suoi file, Scribus si avvale di altri tipi di file aperti e documentati pubblicamente.
Tra questi sono da citare HTML, SVG, OpenDocument, PostScript, e PDF.
Scribus supporta – nei limiti delle informazioni pubblicamente disponibili – anche alcuni formati chiusi, tra i quali i doc di Microsoft Word o i file PSD di Photoshop.
Sebbene il supporto dei formati più ricorrenti ma non pubblici possa – in certi casi – essere utile, Scribus preferisce gli standard aperti e documentati e incentiva il suo utilizzo ogni qualvolta è possibile.

Il concetto di flusso di lavoro
Nell’ambito dei processi di produzione e stampa, il flusso di lavoro (“Workflow”) ha un significato ben preciso. Spesso (soprattutto nell’ambito a logica aziendale) gli utilizzatori si affidano ai programmi di trattamento di testo non solo per creare il testo ma anche per impaginarlo, malgrado sia evidente che questi programmi siano insufficientemente flessibili per questo compito. L’assurdità di questo approccio è lampante quando si osservano i risultati che ne scaturiscono.
Un flusso di lavoro ben impostato permette di evitare le cattive abitudini tipiche della logica aziendale. La regola d’oro è la seguente: per ogni compito, lo strumento appropriato.
I programmi di trattamento testo sono ottimi per la redazione del testo, per il controllo ortografico e per applicare i formati di base. Ciò è sufficiente per scrivere delle lettere e altri semplici documenti ma – e qui vogliamo essere molto chiari – i programmi di trattamento testo non sono lo strumento appropriato per preparare dei lavori di stampa seri e professionali. Ciò vale anche per i programmi per l’elaborazione di immagini e di grafica vettoriale: entrambi permettono di impaginare, ma il loro scopo e il loro punto di vista sono differenti.
Per eseguire un lavoro serio, è necessario usare un programma di impaginazione – come Scribus – per combinare gli elementi creati con dei programmi specializzati. “Combinare” è il concetto fondamentale del DTP: un programma di DTP equivale alla fase d’assemblaggio finale nel processo industriale. Il risultato della creatività degli altri viene combinato in un prodotto unico. La differenza principale con il lavoro di fabbrica – fonte importante di soddisfazione – è che il processo d’assemblaggio nel DTP lascia spazio alla creatività e all’estetica.
Dunque, lo scopo di un buon flusso di lavoro è di mantenere la separazione fra i processi creativi. Gli autori redigono i loro testi in un programma di editing o di trattamento testo; i fotografi, gli image editor e gli artisti portano a termine la loro opera prima che venga messa disposizione per l’inclusione nel progetto. Anche nel caso che l’autore, l’editore d’immagine e l’artista siano la stessa persona, il risultato sarà migliore se egli si concentra su ogni elemento come se fosse un’opera separata. Il passo finale sarà l’assemblaggio dei singoli prodotti con un programma di DTP come Scribus per produrre un PDF pronto per la stampa o un file PostScrip

 

 

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